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La peste era sempre incombente. Nel 1600 l'epidemia dilagata
in tutta l'Europa risparmiò Rimini, ma non la Romagna dove
restarono qua e là focolai endemici. Nel 1628-29 una grave carestia
colpì la Romagna e la peste giunse a Rimini l'anno dopo provenendo
da Imola. Il Lazzaretto cominciò ad operare a pieno regime e non
mancarono ai Cappuccini occasioni di eroismo nell'assistenza agli
appestati.
Il Lazzaretto agli inizi del 700 aveva praticamente esaurito
la sua attività, e nel convento dei Cappuccini venne costituito uno
studentato di teologia e anche, per breve tempo, uno di retorica.
Le conquiste napoleoniche, con le leggi di riduzione delle
case religiose, fecero sì che i Cappuccini lasciassero il convento
del Lazzaretto disperdendosi nel territorio. Due frati trovarono
sistemazione come addetti al ministero parrocchiale della chiesa di
san Giovanni Battista.
Ritornati a Rimini nel 1816, i Cappuccini si stabilirono
presso la chiesa della “Colonnella”, già dei terziari francescani
regolari. La chiesa e il convento sorgevano al km 1,8 della
Flaminia, direzione Riccione.
Nel 1855 la regione venne colpita dal colera e i Cappuccini
si offrirono subito per l'assistenza spirituale dei colpiti dal
morbo.
Cinque anni dopo le truppe piemontesi occuparono il convento
della “Colonnella”, cosicché i frati si dovettero sistemare alla
meglio in una ristretta zona dello stesso. Era una prima avvisaglia
della soppressione degli Ordini religiosi che venne ordinata nel
1866 dal costituito Regno d'Italia. Il convento venne sequestrato e
i religiosi ancora dovettero cercare provvisorie sistemazioni.
Rimasero alla “Colonnella” due frati a custodia della chiesa. Nel
fabbricato del convento venne in seguito costituita una scuola.
Fu nel 1875 che venne approvata la costruzione di un nuovo
convento presso l'oratorio di Santo Spirito (Spirito Santo) situato
nel borgo di san Giovanni Battista, dove antecedentemente esisteva
un ospedaletto per malati. Il 1° gennaio 1877 i frati presero
possesso del nuovo convento, ma i lavori proseguirono fino al 1884.
Il convento, nel 1944, durante il passaggio del fronte
bellico, subì forti danni.
Nel 1969-72 la chiesa fu oggetto di lavori di risanamento,
mentre il convento nel triennio successivo, con l'aiuto della
Sopraintendenza ai monumenti, venne liberato da un grave stato di
degrado. Nel 1990-92 seguirono altri lavori.
L'icona centrale della chiesa è di ignoto del XVII secolo e
raffigura la Madonna Assunta.
Nel 2001 venne inaugurata la “Mensa sant'Antonio per i
poveri” ricavata a ridosso delle mura del convento. Nella mensa si
arriva ad offrire al giorno 160 pasti caldi, non manca un servizio
docce. |