ALLELUIA.

ALEF. Beato l'uomo che teme il Signore

BET. e trova grande gioia nei suoi comandamenti.

GHIMEL. Potente sulla terra sarà la sua stirpe,

DALET. a discendenza dei giusti sarà benedetta.

HE. Onore e ricchezza nella sua casa,

VAU. la sua giustizia rimane per sempre.

 

ZAIN. Spunta nelle tenebre come luce per i giusti,

HET. buono, misericordioso e giusto.

TET. Felice l'uomo pietoso che dà in prestito,

IOD. amministra i suoi beni con giustizia.

CAF. Egli non vacillerà in eterno:

LAMED. il giusto sarà sempre ricordato.

 

MEM. Non temerà annunzio di sventura,

NUN. saldo è il suo cuore, confida nel Signore.    

SAMECH. Sicuro è il suo cuore, non teme,

AIN. finché trionferà dei suoi nemici.

PE. Egli dona largamente ai poveri,

SADE. la sua giustizia rimane per sempre,

KOF. la sua potenza s'innalza nella gloria.

RES. L'empio vede e si adira,

SIN. digrigna i denti e si consuma.

TAU. Ma il desiderio degli empi fallisce.

 

 

E' un salmo stilisticamente gemello del 110. Tratta del giusto il quale è beato perché “teme il Signore”. Questo timore non gli dà paura, ma lo zelo nell'osservanza dei comandamenti, i quali donano pace e gioia: “Trova grande gioia nei suoi comandamenti”.

Il giusto è gradito a Dio e “potente e benedetta sarà la discendenza dei giusti”.

La sua giustizia rimane per sempre”, perché deriva dall'osservanza della parola di Dio, la quale non guida l'uomo a passi falsi. Il giusto, per il  suo esempio e la sua parola, è riconosciuto dai giusti come luce che fuga le tenebre: “Spunta nelle tenebre come luce per i giusti”.

L' uomo che dà in prestito applica l'amore verso il prossimo e perciò “amministra i suoi beni con giustizia”, senza avarizia, senza egoismo; tuttavia non bisogna lasciarsi raggirare poiché (Sir 12,4): “Benefica il misero e non dare all'empio”.

Il giusto sarà sempre ricordato”, perché è stato di esempio, di luce, e la sua memoria è dolce e ricca di stimoli al bene: “La sua giustizia rimane per sempre”.

Saldo è il suo cuore, confida nel Signore”; la saldezza del cuore deriva non da durezza interiore, ma dalla confidenza in Dio, che non lascia mai il giusto senza aiuto di fronte all'empio: “Sicuro è il suo cuore, non teme, finché trionferà dei suoi nemici”.

Non solo il giusto dà in prestito a chi è leale, ma “dona largamente ai poveri”.

La sua potenza si innalza nella gloria”, cioè la sua capacità nella preghiera lo pone nella vittoria, nella gloria che accompagna la vittoria nelle aspre battaglie della vita. Ma di fronte alle vittorie sui suoi nemici egli rimane umile, “buono, misericordioso e giusto”. L'empio che lo invidia e lo insidia “digrigna i denti”, ma nulla può, e “si consuma” nella sua impotenza contro il giusto, poiché “il desiderio degli empi fallisce”, anche se può prevalere sul giusto fino ad ucciderlo; ma non potrà vincerlo nel cuore (Cf. Mt 10,28).