Meditazioni sui Vangeli feriali
Questo servizio alla Parola vuole avvicinare alla quotidianità delle persone i Vangeli feriali. La scelta comunicativa è stata quella di presentare in forma scritta i vari testi, seguiti da meditazioni in video. L’oratore, padre Paolo Berti, non assume l’esclusività visiva, lasciando ampiamente il campo alle bellezze della natura e dell’arte.
     VENTESIMA SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO  
Le riprese video sono state effettuate a Porto Recanati (MC)                
 

LUNEDI'         Assunzione della beata Vergine Maria  

  
       

 

MARTEDI'    (Mt 19,23-30)

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio".

A queste parole i discepoli rimasero molto stupiti e dicevano: "Allora, chi può essere salvato?". Gesù li guardò e disse: "Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile".

Allora Pietro gli rispose: "Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?". E Gesù disse loro: "In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi".

  
       
     
     

 

MERCOLEDI'     (Mt 20,1-16)

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:

"Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: ‹Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò›. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: ‹Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?›. Gli risposero: ‹Perché nessuno ci ha presi a giornata›. Ed egli disse loro: ‹Andate anche voi nella vigna›.

Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: ‹Chiama i lavoratori e da’ loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi›. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: ‹Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo›.

Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: ‹Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?›.

Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi".

  
       
     
     

 

GIOVEDI'      (Mt 22,1-14)    

 

In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse:

"Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire.

Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: ‹Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!›. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città.

Poi disse ai suoi servi: ‹La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze›. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.

Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: ‹Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?›. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: ‹Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti›.

Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti".

 

  
     

 

VENERDI'    (Mt 22,34-40)  

 

In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: "Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?".

Gli rispose: "‹Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente›. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: ‹Amerai il tuo prossimo come te stesso›. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti".

  
       
     
     

 

SABATO      (Mt 23,1-12)     


In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:

"Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.

Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati ‹rabbì› dalla gente.

Ma voi non fatevi chiamare ‹rabbì›, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate ‹padre› nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare ‹guide›, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.

Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato".

  
       
     
     
 
OMELIE DOMENICALI Anno C