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Gamete: cellula germinale.
Spermatozoo: cellula germinale maschile.
Ovocita: cellula germinale femminile matura
che può essere fecondata dallo spermatozoo.
Fecondazione:
unione del gamete maschile con il
gamete femminile con la formazione di una nuova cellula (zigote), che
costituisce un nuovo individuo con materiale genetico derivato da entrambi i
genitori.
Fecondazione extracorporea o FIVET:
l’incontro
tra i gameti avviene in una provetta e, previa selezione, gli embrioni che si
formano vengono trasferiti nell’utero della madre.
Fecondazione omologa:
i gameti
provengono dai due partner
Fecondazione eterologa:
uno dei
gameti proviene da donatore esterno alla coppia; o anche tutti i due donatori
sono esterni alla coppia, alla quale resta solo l’impianto nell’utero.
Ootide: è l'ovulo appena fecondato,
quando il gamete maschile è penetrato nella membrana pellucida
Zigote: la cellula che si forma
dall’unione dei due gameti.
Embrione: fase iniziale dello sviluppo
dell’individuo che va dall’unione dei due gameti, che formano lo zigote, fino
al termine della formazione degli organi: alla fine del secondo mese.
Blastocisti:
embrione al 5°- 6° giorno di
sviluppo.
Preembrione:
alcuni chiamano così l’embrione
nei primi 15 giorni; un termine non fondato sulla realtà, improprio ed
equivoco.
Impianto: a cinque giorni dalla fecondazione
l’embrione si impianta nella parete uterina.
Cellule staminali: cellule che conservano la proprietà di differenziarsi nel tessuto in cui vengono inserite, e possono avere valore terapeutico per riparare tessuti malati.
Clonazione:
20
Maggio 2005, si ha la notizia che a Newcaste (Inghilterra) si è giunti ad un
embrione umano ottenuto per clonazione. I due ricercatori Alison Murdoch e
Miodrag hanno prodotto l’embrione partendo da un ovocita di una donna
“donatrice” dal quale è stato tolto il nucleo, al suo posto è stata messa una
cellula staminale intera di adulto; quindi si è attivato l’ovulo con una
corrente elettrica. Su 36 ovuli “donati” da 12 donne, si è arrivati a 10, e
ancora si è sceso a tre ovuli che hanno prodotto blastocisti, ma non hanno
raggiunto i 5 giorni di esistenza. Infatti le cellule staminali possono essere
prese allo stato di blastocisti al 4° o 5° giorno. Chiaro che il giudizio
morale su tale sperimentazione è negativo, sia per l’aberrazione della
clonazione umana, sia per la distruzione di embrioni, che se impiantati in
utero avrebbero probabilità di svilupparsi. Dal punto di vista terapeutico si
deve notare che le cellule staminali prelevate da un embrione sono
pluripotenti, cioè in grado di dare origine ai tessuti dell’organismo. Il
problema che esse presentano, rispetto a quelle prelevate da soggetto adulto, è
che nei tessuti nei quali verrebbero iniettate attuerebbero un “tumultuoso
sviluppo”, di cui non si sa l’esito preciso, e si pensa fondatamente a
situazioni tumorali. Sul New England è apparsa, lo stesso giorno in cui è stata
lanciata la notizia dell’esperimento sud coreano, l’informazione che si sono
ottenute, con staminali tratte dal cordone ombelicale, guarigioni di bambini
affetti da una gravissima malattia neurologica: la sindrome di Krabbe. Secondo
un documento dell’ufficio governativo di Washington, con le staminali adulte
sono state guarite 58 malattie, per le quali le staminali embrionali avevano
fallito.
Selezione eugenetica: vengono
scelti i gameti o gli embrioni in base a caratteristiche di cui sono portatori.
Aborto: interruzione della gravidanza; può
essere provocato o spontaneo.
Aborto terapeutico: eliminazione
dell’embrione che si presume possa mettere in pericolo la vita o la salute
della madre.
Aborto eugenetico: l’aborto viene praticato per
eliminare embrioni affetti da patologie o malformazioni o di caratteristiche
che non sono volute.
Amniocentesi: prelievo di cellule amniotiche del
feto per esaminarne le caratteristiche genetiche.
Diagnosi prenatale: viene
praticata sul feto attraverso l’analisi dei villi coriali (presenti su un
annesso placentare, il corion) o
l’amniocentesi.
Diagnosi
preimpianto,
PGD
(Preimplantation Genetic Diagnosis): è finalizzata ad intercettare
nell'embrione geni a cui viene riconosciuta un'alta probabilità di produrre
ereditariamente un tumore. Attualmente l'attenzione è verso i geni BRCA 1 e BRCA
2, che possono favorire un tumore al seno in percentuale di rischio dal 50
all'80 %. Si stima che in Gran Bretagna il 5% dei tumori al seno risalga a
questi due geni ereditari. L'eliminazione del gene responsabile non comporta
nessuna certezza che per altra causa non
si produrrà un tumore al seno.
Un bambino, di
nome Javier, è nato da uno scrinnig preimpianto PGD per guarire il fratello di
sette anni afflitto da beta talassemia, l'operazione di trapianto del midollo
osseo è avvenuta il 23 gennaio 2009 in Spagna. Il risultato è stato conseguito
attraverso l'utilizzo di cellule staminali del cordone ombelicale del fratellino
nato per guarire il fratello maggiore. Il tutto è avvenuto utilizzando le
tecniche di FIVET (fecondazione in vitro ed embryo transfert) detta anche IVF
(in vitro fertilisation). Gli embrioni risultanti sono stati sottoposti allo
scrinning genetico effettuato su di una o due cellule prelevate ad ogni
embrione, al fine non solo che ci fosse un nato esente da beta talessemia, ma
che tale nato avesse i geni delle informazioni per i prodotti HLA (human
leukocyte antigen) compatibili con il fratello, il che vuol dire che sono stati
eliminati non solo gli embrioni portatori della malattia, ma anche gli embrioni
sani (circa uno su cinque, il 19% degli embrioni sani ha l'HLA compatibile con
un fratello in modo che il rigetto sia gestibile, se non nullo). La beta
talassemia o talassemia mediterranea è trasmissibile geneticamente, ma non tutti
i nati ne possono essere colpiti. Chi ne è colpito (in Italia si hanno 6000
casi) non si trova in uno stato di malattia mortale, ma deve tuttavia sottoporsi
a trasfusioni ogni 15 o 30 giorni. Esiste ormai una strada percorribile come
hanno dimostrato ricercatori dell'Istituto S. Raffaele di Milano che utilizza
cellule staminali emopoietiche del paziente. Tali cellule staminali vengono
sanate geneticamente mediante un vettore virale (un semplice virus reso
inattivo. Il vettore virale viene poi dissolto dalla cellula) che contiene una
copia sana del gene della beta emoglobina. Le cellule trattate vengono poi
iniettate nel midollo osseo e cominciano a produrre globuli rossi sani. Basta
che il numero delle cellule sanate sia il 30/50% per avere il numero di globuli
sani necessari. Tale tecnica è stata convalidata su cavie animali fin dal 2000,
il passo verso l'uomo è imminente.
Diagnosi preconcepimento: Esiste già la
diagnosi genetica preconcepimento dell'ovocita (ovulo). L'ovocita viene
controllato se è portatore di una malattia genetica posseduta dalla donna (es.
morbo di Charcot Marie Tooth). In tal modo la selezione non avviene sugli
embrioni, con conseguente uccisione di quelli non sani, ma sugli ovociti
ottenuti in numero sufficiente mediante stimolazione ovarica. Nel caso non si
abbia da parte della donna una sufficiente reazione alla stimolazione ovarica
ottenuta mediante ormoni, si pone il prelievo di ovociti non maturi che saranno
fatti maturare in vitro (Ivm). Segue la crioconservazione (la tecnica più
recente è vitrificazione, cioè un congelamento veloce che permette la non
formazione di cristalli di ghiaccio dannosi per gli ovociti) e poi la
fecondazione in vitro, essendo impossibile, per la stessa natura del processo
della discesa dell'ovulo nelle tube, una ricollocazione dell'ovulo nelle tube.
Resta così la carenza, che non può essere eticamente sorvolata, di un atto
sessuale con la sua ricchezza affettiva. Comunque un tale procedimento applicato
nel caso di una fecondazione in vitro risparmierebbe la vita di tanti embrioni.
Partenogenesi: E’ il concepimento senza
l’intervento del maschio. Ogni eventuale tentativo dei laboratori in questo
senso è errato e pieno di esibizionismo.
Le chimere: La formazione di una chimera è un processo rivolto a far sì che elementi di un organismo vengano innestati in un altro di specie differente nei primi stadi dell'embrione. La prima sperimentazione avvenne ad Edimburgo, dove vennero innestate cellule di capra in cellule di pecora (le due specie non producono naturalmente degli ibridi) nella formazione di un embrione, con il risultato di ottenere un essere con la testa di capra e il corpo di pecora. Ora si vuole percorrere la strada di ibridi uomo-animale. Nel “Centro de Investigacion en Medicina Regenerative” di Barcellona (CIMRB) sono state impiantate delle cellule staminali umane in embrioni di topi. L'esperimento secondo, l'intendimento degli sperimentatori, dovrebbe fornire cognizioni sullo sviluppo delle cellule umane nell'embrione, cioè a quali tessuti avranno dato origine. La possibilità che l'embrione di una tale chimera possa svilupparsi e quindi a vivere è per i ricercatori inesistente, ma si sono vincolati a distruggere tale embrione chimerico a metà della gestazione. Un altro esperimento di chimere è stato condotto da un gruppo guidato da Irving Weissman della “Stanford University” della California. Il gruppo ha iniettato cellule di cervello umano in embrioni di topo, realizzando così topi che per l'1% sono costituiti di cellule umane. La Gran Bretagna ha dato il via (febbraio 2007) alla sperimentazione su chimere nel senso di innestare geni umani in cellule uovo animali per avere degli esseri umanoidi dai quali embrioni trarre cellule staminali. La "Camera dei Comuni" di Londra (19 Maggio 2008) ha dato il via a tale procedimento. Si avrebbero così esseri per il 99,9% umani. Lo scarto è piccolo, ma sufficiente per non avere un corpo umano, e quindi un essere umano. La promessa dei ricercatori è che un tale embrione verrà distrutto dopo 14 giorni di vita. Tutta l'utilità di mettere il DNA umano in un ovulo di animale privato del suo nucleo starebbe nell'approvvigionamento degli ovuli umani, che attualmente avviene dai trattamenti della fertilizzazione in vitro. Bisogna dire che i risvolti terapeutici di tali ricerche sulle chimere sono molto illusori e il vero scopo pare l'esercizio di una onnipotenza umana sulla vita, visto che le cellule staminali si possono prelevare dai tessuti adulti umani.
Riprogrammazione delle cellule
adulte:
Ingegneria dei tessuti:
è un procedimento rivolto a formare organi antirigetto per trapianti nei quali non sia necessario la somministrazione di farmaci immunodepressori.
La tecnica è stata messa a punto nel 2005 dopo 15 anni di sperimentazioni su maiali e venne pubblicata dalla rivista Transplant International. L'obiettivo era quello di ottenere una matrice acellulare di un tessuto di altro soggetto, privandolo delle sue cellule, che avrebbero prodotto il rigetto ad impianto avvenuto sul ricevente.
Tale tecnica ha permesso un trapianto di trachea da un donatore morto ad una paziente afflitta da grave morbo. Il tratto di trachea è stato spogliato dalle sue cellule, che sono poi state sostituite da cellule staminali prelevate dal midollo osseo e dall'epitelio nasale dell'individuo ricevente. L'intervento è avvenuto nel giugno 2008 e pubblicato sulla rivista The Lancet.
Prima di tutto la trachea del donatore è stata posta in un detergente-enzimatico che ha fatto “scoppiare le cellule” per poi demolirne le parti. Quindi si è liberato il tessuto dai residui di DNA mediante l'enzima Dnasi (desossiribonucleasi), enzima che catalizza l'idrolisi del DNA scindendone i componenti. Il risultato è che si ha una matrice tessutale acellulare nella quale vengono iniettate le cellule staminali moltiplicate in cultura. Tale procedimento è avvenuto mediante un “bioreattore”, una sorta di incubatrice per cellule, e alla fine si è avuto un tessuto ibrido incapace di produrre rigetto.
Il procedimento non è applicabile per tutti i tessuti, ma si hanno grandi speranze di ottenere in tal modo nel futuro organi come cuore, fegato e reni.
E' importante notare l'utilizzo vantaggioso delle cellule staminali adulte.
+ E’ da tutelare la vita umana come bene di ogni persona, a partire dal
suo concepimento fino al termine naturale dell’esistenza. Mai bisogna nuocere
la vita.
+
L’uomo va trattato come soggetto e non come oggetto o cosa, va riconosciuto
come fine e non come strumento. +
Non si può compiere il male neppure per fini buoni . Non tutto quello che è
tecnicamente possibile è perciò stesso moralmente lecito. +
A partire dalla fecondazione c’è uno sviluppo continuo e programmato secondo
l’informazione genetica che va rispettato. +
Dalla fusione dei due gameti un reale individuo umano inizia la propria
esistenza: E’ un essere umano non in potenza, ma nella realtà; è un essere
umano in divenire, una persona in formazione. +
L’embrione umano ha una sua dignità e diritti che vanno riconosciuti fin dal
concepimento: “L’essere umano va
rispettato e trattato come una persona fin dal suo concepimento” (Enc. Evangelium vitae, 60). +
Alcuni chiamano pre-embrione l’essere umano nei primi 15 giorni, quasi che
possa esserci una radicale differenza a partire dal 15° giorno. In questo modo
potrebbe giustificarsi qualunque intervento sull’embrione nel primi 15 giorni.
In realtà l’esame scientifico dice che non vi sono eventi genetici tali da
indurre a riconoscere una discontinuità nello sviluppo embrionale. Pre-embrione
è un termine non fondato sulla realtà, equivoco e ingannevole. +
Il desiderio di un figlio è cosa buona, ma non può trasformarsi in diritto ad
avere un figlio a qualunque costo, per appagare una propria esperienza senza
tenere conto di un vero servizio alla vita. +
La procreazione deve essere frutto dell’atto coniugale, non può ridursi ad una
tecnica e il figlio diventare un prodotto. +
La procreazione medicalmente assistita intesa come aiuto per superare
difficoltà dovute alla sterilità non solleva problemi se il procedimento del
prelievo del seme maschile non è lesivo della stretta connessione con l’atto
coniugale e della dignità delle persone. Riguardo all’ovocita ha buon successo
il monitoraggio ecografico per vedere il momento dell’ovulazione e quindi far
seguire il coniugio. Si sta poi riscoprendo, in chiave di aiuto alla fertilità, il metodo sintotermico. + La FIVET
(fecondazione in vitro con trasferimento dell’embrione in utero), o
fecondazione extracorporea, opera il passaggio dalla coppia ai biologi. Il
coniugio viene accantonato e con ciò tutta quella realtà di unione corporea, di
ricchezza psicologica e spirituale, che sono alla base per una vera accoglienza
del nascituro. Il concepimento diventa il frutto dell’azione di un laboratorio.
In questa procedura c’è sempre un sovrappiù di embrioni congelati, a rischio di
essere soppressi o usati per la “sperimentazione” o per il prelievo di cellule
staminali. L’uomo lontano da Dio costruisce distruggendo, poiché subordina la
verità all’utilità. Non
vanno sottaciuti i rischi che comporta la FIVET: maggiore frequenza dei parti gemellari,
nascite pretermine, malformazioni congenite rispetto alle gravidanze normali.
Per tutto ciò La FIVET
risulta moralmente inaccettabile. +
Sul piano sociale La FIVET
ha trovato una regolamentazione con la legge 40/2004, che non è una legge
cattolica, ma che pur è un qualche cosa rispetto ad un Far West procreatico.
Detto ciò, a distanza di anni la legge, nella pratica, non si è rivelata efficacemente applicata -
almeno non sempre - negli aspetti di incoraggiamento a completare una gravidanza.
Il mondo politico ora sta discutendo sulla necessità di più mature considerazioni.
La Chiesa ha sempre affermato che la vita non può essere mai oggetto di trattativa:
va sempre rispettata fin dal suo concepimento.
+
Se la fecondazione (fecondazione
eterologa) avviene con un donatore (retribuito)
si ha un ulteriore abbassamento morale. +
La diagnosi preimpianto finalizzata in modo implicito o esplicito alla
eliminazione dell’embrione eventualmente portatore di qualche patologia (pratica
eugenetica), non è lecita.
+ La sperimentazione sugli embrioni che porti alla loro soppressione non
può ammettersi neppure per ottenere cellule staminali. Non si può compiere il
male per fini buoni, che sarebbero la cura di malattie. Le cellule staminali
possono essere prelevate dai cordoni ombelicali, dalla placenta e dal midollo
osseo, con risultati migliori. Le staminali embrionali, sicuramente dotate di
maggiori possibilità di moltiplicazione ed elasticità, sono indeterminate e
hanno una minore capacità di autoregolamentazione e di controllo del processo
moltiplicativo. Questo implica un rischio potenziale documentato di
degenerazione tumorale. +
La clonazione non può mai essere approvata, neppure quella che prevede la
soppressione dell’embrione per il ricavo delle cellule staminali. +
La constatazione attraverso la diagnosi prenatale di malformazioni al feto non
può condurre alla sua soppressione (aborto eugenetico promosso da motivazioni
socio-economiche a livello di assistenza sociale, e forse anche di rifiuto
edonistico). Si deve promuovere una medicina che intervenga terapeuticamente
sul feto, e già ci sono i primi risultati. +
Inaccettabile è anche ogni tentativo di procreatica umana attraverso la
partenogenesi, che si trova in natura in piccoli insetti, ed è stata
recentemente attuata da un’équipe nipponica nella produzione di una
topolina. La notizia è stata data
nell’aprile del 2004. Per ottenere il risultato l’équipe del Tokyo University
of Agriculture, ha “fuso” due cellule riproduttrici femminili, costruendo 475
superovuli, dei quali uno solo ha dato l’esito cercato.
Negli anni 50 il settimanale inglese Sunday Victorial fece un curioso
invito alle lettrici di presentarsi qualora avessero ritenuto di avere
concepito un figlio per partenogenesi. Si presentarono 19 donne. L’esame venne
fatto sui caratteri del sangue, non essendovi ancora l’esame del DNA.
L’esaminatore ritenne di avere trovato tra le 19 donne un caso di partenogenesi
e ne fece divulgazione clamorosa, cioè che si dava in natura il caso di
partenogenesi umana. Ma l’esaminatore venne poi contraddetto poiché la pelle
della figlia rivelava il patrimonio genetico paterno. Lo
studioso inglese Cristofer Graham, che si occupa da 30 anni di partenogenesi,
l’ha esclusa. Oggi la cosa è del tutto scientificamente screditata, ma ogni
tanto qualche femminista sprovveduta riesuma il caso del Sunday Victorial
infilandolo nelle righe di un suo articolo.
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