Ardipithecus ramidus

 

    

 

Il nome deriva da “Ardi”, che nella lingua Afar significa “terra”. “Ramidus” deriva dal greco e vuol dire “radice”. Il ritrovamento è avvenuto nel 1992-93 ad opera di Tim White e di due suoi allievi, nel sito di Asa Koma (Collina Rossa) nella media valle del fiume Awash (Etiopia), Tale nome è stato dato nell'idea che il fossile fosse l'antenato dell'uomo. Sono stati rinvenuti diversi frammenti ossei appartenenti a 17 individui diversi.

Nel 2005 sono stati rinvenuti nel sito di As Duma in Etiopia altri resti fossili di Ardipithecus ramidus, appartenenti a nove o dieci individui. Sono frammenti di mandibola, denti, ossa delle mani e dei piedi. La datazione di questi reperti fossili è datata fra 4,5 e 4,3 milioni di anni fa, valutando il materiale vulcanico presente nelle vicinanze.

Nel 2006 nel sito chiamato Mille, nella regione orientale dell'Afar, sono stati ritrovati altri resti fossili di Ardipithecus ramidus: una tibia completa di una gamba, parti di femore, costole, vertebre, un bacino, una scapola completa.

Da quanto è dato di concludere dai reperti fossili, Ardipithecus ramidus aveva una capacità cranica pressapoco come quella di uno scimpanzé. La configurazione generale decisamente scimmiesca. Canini superiori e inferiori più pronunciati rispetto a quelli degli Australopiteci. La forma della pelvi, il forame magno e i condili occipitali suggeriscono un'andatura bipede, pur imperfetta come nel genere Australopithecus. Il peso era di circa 40 kg.