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Battesimo del Signore I
Lettura (Is 55,1-11) Dal
libro del profeta Isaia Così dice il Signore: Salmo
(Is 12) Rit.
Attingeremo con gioia alle sorgenti della salvezza. Ecco, Dio è la mia salvezza; II
Lettura (1Gv 5,1-9) Dalla
prima lettera di san Giovanni apostolo Carissimi, chiunque crede che Gesù è il
Cristo, è stato generato da Dio; e chi ama colui che ha generato, ama anche chi
da lui è stato generato. In questo conosciamo di amare i figli di Dio: quando
amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. In questo infatti consiste l’amore
di Dio, nell’osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono
gravosi. Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria
che ha vinto il mondo: la nostra fede. Rit. Alleluia, alleluia. Giovanni, vedendo Gesù venire verso di
lui, disse: Rit. Alleluia. Vangelo
(Mc 1,7-11) Dal
vangelo secondo Marco In
quel tempo, Giovanni proclamava: "Viene dopo di me colui che è più forte di me:
io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho
battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo". Omelia Il
disegno del Padre è stato quello
di rigenerare, ricreare, tutte le cose in Cristo. E' il disegno di
"ricondurre al Cristo, unico capo, tutte le cose”, come afferma san Paolo nella lettera
agli Efesini (1,10). La
ricreazione operata da Cristo è la chiave di lettura della teofania del
Battesimo di Cristo. Il Verbo incarnato è sceso nelle acque, quelle acque che,
primordiali, avvolgevano la terra, ma che poi vennero suddivise in mari e
fiumi. Ma, mari e fiumi conobbero le lotte degli uomini; le acque si arrossarono
del sangue degli uomini, furono contaminate dall'odio. L'Amore, così, scese nelle
acque per riconsacrarle a Dio con la sua presenza. Quale vertice delle sue
opere Dio fece l'uomo, creato per amore e depositario nel suo cuore dell'Amore,
dello Spirito Santo. Per il peccato lo Spirito Santo fuggì dal cuore dell'uomo,
ma ora si posa sul Cristo, dopo che il Cristo è sceso nel Giordano assumendo su
di sé tutte le colpe degli uomini, per espiarle e far sì che tutte le cose
cessassero di subire la violenza, la caducità dei peccati, e lo Spirito Santo
ritornasse nel cuore dell'uomo. La
salvezza dell'uomo Dio non l'ha attuata attraverso un condono esterno
dei peccati. Poteva farlo, ma per dare all'uomo una
liberazione interna dal peccato e quindi renderlo nuovamente dimora di Dio, era necessario
molto di più. Era necessario che il Verbo venisse tra gli uomini assumendo una
natura umana. Era necessario che il Verbo si incarnasse, entrasse nella trama
delle esistenze umane condividendo tutto, per tutto santificare, ricreare. Gesù
che scende nel Giordano è l'agnello che toglie i peccati del mondo, e così il
Battesimo del Giordano lo avvia verso il Battesimo del dolore, della morte (Mc
10,38; Lc 12,50). La
consacrazione pubblica a re per mezzo dello Spirito Santo, e la potenza
conseguente che ne riceve (At 10,38), sono frutto di un'opera di conquista che
avverrà non con la morte altrui, ma con la propria. Il battesimo della morte
condurrà il Cristo alla gloria della risurrezione e lo renderà “spirito
datore di vita” (1Cor 15,45), poiché (2Cor 3,17): “Il Signore è lo
Spirito e, dove c'è lo Spirito del Signore, c'è libertà”. Egli dà agli uomini lo
Spirito Santo meritato presso il Padre con l'obbedienza fino alla morte di
croce. Nel
Battesimo del Giordano tutte e tre le Persone della Trinità sono presenti. Il
Padre che proclama Gesù suo Figlio, nel quale si è compiaciuto per la sua
obbedienza. Il Figlio, che umile si presenta alla volontà del Padre. Lo Spirito
Santo che scende su di lui. Chiaro che Gesù aveva già l'anima ripiena dei doni
dello Spirito Santo, ma in quel momento ne riceve una nuova elargizione in
ragione della sua missione. Sempre l'anima di Cristo ha avuto la pienezza della
grazia, ma ciò non vuol dire che questa grazia, nei vari eventi della sua vita,
non potesse crescere per nuove pienezze, in conseguenza del suo avvicinarsi
all'epilogo della sua vita: la morte in croce. La
seconda lettura, tratta dalla prima lettera di Giovanni, ci presenta la potenza
del Battesimo cristiano. Cristo, addossandosi quale penitente le nostre colpe
nelle acque del Giordano e abbracciando il Battesimo della morte, è venuto non
solo con l'acqua, come Giovanni Battista, ma con l'acqua e il sangue, cioè con
la capacità di liberare l'uomo dal peccato facendolo nuovamente tempio di Dio,
vero figlio adottivo di Dio. L'acqua
è il segno, ma la vera realtà che lava è il Sangue, ed è per il Sangue, cioè
per Cristo, che si riceve lo Spirito. Giovanni
testimoniò il Cristo; il Sangue testimoniò e testimonia l'amore di Cristo; lo
Spirito Santo attesta al nostro Spirito che siamo di Cristo e perciò figli
adottivi di Dio. Le tre testimonianze sono concordi, e incessantemente
dichiarano all'uomo la salvezza ricevuta nel Battesimo. Il Padre ha poi dato
testimonianza al Figlio con i miracoli e innanzitutto risuscitandolo glorioso
dai morti. Dare testimonianza vuol dire affermare la verità dandone le prove. Tutti
coloro che sono stati battezzati sono stati battezzati nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo
nel fonte battesimale. Noi tutti, che abbiamo ricevuto il Battesimo, siamo stati rigenerati in Cristo e siamo entrati
in intima unione con lui nel dono dello Spirito Santo e siamo stati sigillati in
questo nella forza comunicataci dalla Cresima; così lo Spirito Santo ci
indirizza con veemenza d'amore al Padre, quali suoi figli adottivi. Ma ancora,
in Cristo siamo anche nella comunione di un solo corpo, il corpo mistico di
Cristo, che è la Chiesa. Questa intima
comunione ci viene attestata dal nostro amare Dio, che per essere vuole
l'osservanza dei comandamenti. Sappiamo di amare i fratelli se amiamo Dio
obbedendo alla sua Parola, cioè al Vangelo. Per amare i fratelli e le sorelle
si deve partire da Dio; poiché è lui che ci ha rigenerati, rendendoci capaci di
amare i fratelli. Molti pensano che basti esprimere solidarietà agli uomini
per essere graditi a Dio; ma non è affatto così perché Cristo non è venuto a
portare sulla terra una solidarietà umana, ma una solidarietà soprannaturale
fondata su di lui e sul suo Spirito. E anche quando troviamo persone lontane da
Cristo noi le amiamo sempre in Cristo, cioè soprannaturalmente. Anzi, è proprio
questo amore soprannaturale, che ci permette di continuare ad amare quando le
ragioni umane d'amare vengono straziate. Di fronte a parenti che ci seviziano, che
lacerano i sentimenti, rimane ferma la carità. Se noi amassimo solo umanamente
di fronte all'insulto, di fronte alla freddezza, di fronte alla tortura dei
sentimenti ci fermeremmo, smetteremmo di amare e odieremmo. Invece no, noi
continuiamo ad amare. Il Battesimo, fratelli e sorelle, a cui segue la Cresima,
ci rende capaci di amare soprannaturalmente, il che non vuol dire
indipendentemente dall'umano, ma vuol dire che l'umano è purificato e portato
su di un piano molto alto dove da solo mai potrebbe giungere. Per questo,
fratelli e sorelle, noi vinciamo il mondo; perché crediamo fermamente in Gesù e
in ciò che ci ha detto e che la Chiesa ci propone di credere. Giovanni dice: “Chiunque
è stato generato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il
mondo: la nostra fede”. Questa fede. È fede in Dio Amore, e perciò nati
da Dio noi amiamo. Il mondo odia, odia l'amore, ma non può vincere l'amore. Le
pressioni della menzogna, della violenza, non possono travolgere chi è stato
rigenerato dall'acqua limpida e benedetta del fonte battesimale, a cui è
connesso il Sangue della redenzione, cioè il sacrificio di Cristo. “Venite all'acqua” dice la prima lettura. Ricordiamoci dunque del nostro Battesimo; rinnoviamo le promesse battesimali, per crescere in Cristo e vincere così le insidie del mondo, tutte orientate a farci inaridire, a portarci ad oscurare l'amore, a disperare di Dio. Vincere, fratelli e sorelle, perché noi sappiamo che Dio è Amore e che ha testimoniato il suo amore. Ave Maria. Vieni, Signore Gesù.
Nuova omelia in video (Chiesa di San Damiano - Assisi)
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