|
Assunzione della Beata Vergine
Maria
I Lettura (Ap 11,19; 12,1-6.10) Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo
Si aprì il tempio
di Dio che è nel cielo e apparve nel tempio l’arca della sua alleanza.
Rit. Risplende la Regina, Signore, alla tua destra.
Figlie di re fra le tue predilette; alla tua destra sta la regina, in ori di Ofir. Rit.
Ascolta, figlia, guarda, porgi l'orecchio: dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre. Rit.
Il re è invaghito
della tua bellezza.
Dietro a lei le
vergini, sue compagne,
II Lettura (1Cor 15,10-26) Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, Cristo è
risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti. Perché, se per mezzo di un
uomo venne la morte, per mezzo di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti.
Come infatti in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita.
Rit. Alleluia, alleluia. Maria è assunta in cielo: esultano le schiere degli angeli. Rit. Alleluia.
Vangelo (Lc 1,39-56) Dal vangelo secondo Luca
In quei giorni Maria
si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Omelia
Il Catechismo della Chiesa Cattolica si è molto preoccupato di non dar adito al pensiero che la parola "cielo" venga intesa come lo "spazio" astronomico, e precisa che con tale parola si intende la beatitudine della visione di Dio. Con ciò non nega, e non lo può perché biblicamente fondato, che con la parola "cielo" si possa intendere anche il luogo glorioso ed eccelso dove Cristo è salito e dove la vergine Maria vi è stata assunta. La "Liturgia delle ore", per la solennità dell'Assunta, presenta con luminosità poetica il cielo come il luogo della gloria celeste. Così si legge nel breviario: "Oltre i cieli Maria è innalzata nella gloria: gloria a Cristo Signore, che vive nei secoli"; "Maria entra nella dimora del cielo, dove siede su di un trono di stelle". Il "trono di stelle" è una magnifica immagine che ci fa comprendere che Maria si trova ora nella gloria di Dio in cielo, quale regina dei cori angelici e delle schiere dei beati, e degli uomini quaggiù. Questo cielo di ineffabile gloria è oltre i cieli astronomici, oltre il dispiegarsi delle stelle, oltre le galassie e le nebulose. Questo al presente è tutto quello che possiamo dire di questo cielo. Maria è stata assunta in anima e corpo, oltre gli spazi astronomici, oltre il roteare delle galassie, il lampeggiare delle stelle. “I cieli narrano la gloria di Dio” canta il salmo (Ps 19/18,2). Veramente i cieli astronomici sono stupefacenti, veramente degni di Dio. Dobbiamo essere umili, e invece spesso ci viene la voglia di sapere tutto, di scalare con qualche torre di Babele il punto di osservazione di tutto, cosa che faremo solo quando saliremo al cielo. Ma vorremmo, nella nostra tragica superbia, arrivare al punto di osservazione di Dio. Questa è un'illusione completa, poiché il punto di osservazione di Dio non è una torre, ma il suo essere stesso, che è infinito; e noi siamo sue creature. Questa illusione ci impedisce di essere serenamente uomini, e di avere pace, e di giungere a Dio, di salire al cielo dove l'universo ci apparirà come un mare di luci (Cf. Ap 15,2). Maria è stata umile; ha cantato l'umiltà. E ora è in cielo nella gloria di Dio, che eternamente riversa in lei, ed ella canta il suo eterno "Osanna" in un continuo atto di umiltà. Sì, l'umiltà c'è anche in cielo nei beati. E' un'umiltà dolcissima che non conosce affatto le aspre lotte contro l'amor proprio, l'orgoglio. E' un'umiltà che incessantemente lancia i beati in Dio, in una corrispondenza laudante all'amore di Dio che li accende eternamente d'amore, mentre essi contemplano, nella visione, la infinita bellezza della realtà divina che è eterna azione d'amore al suo interno, e fuoco d'amore che si diffonde su di loro. Noi oggi esultiamo. Abbiamo una madre perfettissima in cielo, che continuamente pensa a noi, che continuamente intercede per noi. Una madre gloriosa, la cui assunzione ci assicura che anche noi un giorno saliremo al cielo, non solo con l'anima, ma, al momento della risurrezione anche con il corpo. Vi saliremo da vincitori del mondo, del demonio e della carne, e avremo come vincitori la gloria che Dio ci darà, che non sarà l'effimera gloria degli uomini, ma quella eterna di Dio. L'uomo desidera essere glorioso, ma ama la passeggera gloria umana. Lo si nota sempre il desiderio di beatitudine dell'uomo, la sua continua ricerca. Basti pensare a come la musica sia funzionale a creare un clima di gloria. Belle, elevanti le musiche dei grandi artisti della terra. Esse rivelano il desiderio di beatitudine, il desiderio di entrare in un mondo di gioia, di pace. La musica è il segnale che l'uomo tende alle musiche del cielo, che saranno immensamente più belle di quelle della terra, pur così belle. L'uomo tende a Dio, irrinunciabilmente tende a Dio, e quando non tende al vero Dio subentra l'assurdo dell'adorazione del nulla, perché dove non c'è Dio c'è il nulla, o meglio c'è il buio e la musica di quelli che adorano il buio è tetra, ossessiva, martellante per legare al nulla. Quando vedo una manifestazione dell'apparato della difesa militare, una parata di carri armati, di aerei, vedo un momento di gloria, di gloria nazionale, giusta ammetto, ma sempre terrena, e pur tuttavia segno che l'uomo ama la gloria, e, tristezza, troppe volte cerca quella vana della terra. Quando vedo una rock star su di un palco illuminato con fasci laser, con fumi colorati, mentre esegue canzoni da sballo davanti una folla immensa presa da delirio, vedo un momento di gloria della rock star, ma è vuoto, vano, passeggero. Sono orrore i trionfi che offre Satana poiché conducono sotto i suoi piedi. Maria, fratelli e sorelle, ha sempre evitato ogni alito di gloria umana. Sempre ha teso il suo cuore verso il "cielo", e ora è inondata di gloria, quella datale non solo da Dio, ma anche da tutto il Paradiso. Così dice san Bonaventura nel salterio a lui attribuito: "Tutti gli angeli del cielo le dicono continuamente: Sancta, sancta, sancta Maria, Dei Genitrix et Virgo". Ma anche i demoni si piegano terrorizzati dinanzi a lei, poiché ciò che dice Paolo per Cristo vale anche per la madre di Cristo (Fil 2,10): "Ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra". Tutta la Chiesa, qui in cammino sulla terra, la proclama beata, come lei stessa sotto la mozione dello Spirito Santo dovette dire: "D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata". Veramente in lei si realizza il vertice della glorificazione, dopo quello immenso di Gesù. Le parole di Gesù si sono realizzate pienamente in lui e pienamente in lei (Lc 18,9): "Chi si umilia sarà esaltato". Ma, noi non solo proclamiamo beata Maria, ma la preghiamo, la invochiamo, dal momento che essa è nostra madre. Con una madre si è sempre in relazione. E la nostra relazione con lei è dono di Cristo e ha per fine Cristo. Cristo le ha detto: "Donna, ecco tuo figlio" e a noi ha detto "Ecco tua madre". Quando la preghiamo è perché rafforzi, approfondisca, perfezioni, la nostra unione con Cristo, perché lei, la Madre, è vincolo di unione con Cristo, è sigillo di unione con Cristo. Anche quando le domandiamo soccorso per una malattia, per la risoluzione di situazioni difficili, le domandiamo di unirci a Cristo. Infatti, come potremmo avere una guarigione da una malattia se non ci proponessimo di indirizzare la guarigione al servizio di Cristo? Come potremmo operare la riconciliazione con gli altri se non cercando una maggiore unione con Cristo? Noi preghiamo Cristo, Figlio del Padre, unico Salvatore e unico Mediatore presso il Padre, ma per giungere ad un'intima unione con lui, ad una profonda confidenza in lui, ci serve l'aiuto della Madre, della mediazione della Madre, la quale non rivaleggia con quella di Cristo presso il Padre, ma è tutta fondata su quella di Cristo presso il Padre. Siamo ritornati in vita per la croce di Cristo, ma eravamo deformi, avevamo bisogno di "una forma" che ci modellasse in Cristo. Quale forma più perfetta di Maria, la madre di Gesù? In lei, nell'azione onnipossente dello Spirito Santo, si attua la nostra conformazione a Cristo. Andare a Maria significa crescere in Cristo. Così Maria, è vincolo di unione tra noi e Cristo nell'azione onnipossente dello Spirito Santo. Con lei, per lei, in lei, e nell'onnipossente azione dello Spirito Santo noi possiamo giungere a dire con san Paolo (Gal 2,20): "Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me". Amen. Ave Maria. Vieni, Signore Gesù. |