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Don Aldo Fonti, nuovo parroco della parrocchia di Viserba Mare, ci
ha dato il via per la missione spiaggia a seguito delle due
settimane di pace e di riconciliazione
svoltesi all'inizio della quaresima.
Tre i missionari: padre Paolo Berti del convento di Rimini, padre
Aldo Parente del convento di Montefusco e Davide Dellabiancia di
Cattolica, giovane simpatizzante di san Francesco.
Punto base è stato il nostro convento di Santo Spirito a Rimini.
Nessun problema per il pranzo. L'albergatrice dell'Hotel Lido ci ha
offerto il pranzo per tutti i giorni
Al solito abbiamo usato “un metodo senza metodo”, il che vuol
dire che ci siamo considerati dei camminatori lungo il bagnasciuga
che salutavano con un gesto della mano e un sorriso la gente, e che
quando incontravano un cenno di interesse cercavano l'approccio.
Nessun atteggiamento invasivo: ognuno di noi agiva da solo su di un
percorso di circa un km. Quattro volte al giorno la gente ci vedeva
passare, in andata e ritorno.
Parole semplici, osservazioni sul tempo, sulla bellezza del mare,
sulla presenza più o meno di vacanzieri... Poi pian piano... Cristo
nostra speranza; la Chiesa annunciatrice e testimone di Cristo; la
situazione del mondo; la preghiera; la speranza...
Tanti i temi proposti dalla gente. Un tema importante e sintomatico
è stato quello posto da diversi papà preoccupati di come avviare
alla vita i loro figli. Figli educati bene, ma per questo poco
pronti ad affrontare le asperità, le durezze della vita. Come
ovviare? Come portare i figli a discernere il buono dal cattivo, il
sincero dal seduttore, l'onesto dall'imbroglione? Un criterio
generale l'abbiamo dato, ed è questo: fin tanto che un uomo non è
veramente di Dio è sempre ambiguo; dice un no e poi lo fa diventare
un sì a seconda della convenienza; dice un sì e poi lo fa diventare
un no, sempre per convenienza. Quando è di Dio potrà avere
increspature di incoerenza, ma leggere e rare. Essere di Dio,
infatti, significa accettare i comandamenti, significa riconoscere
un giudice futuro, significa essere figli adottivi del Padre che è
nei cieli.
Ma abbiamo indicato un libro per far conoscere gli uomini: la
Bibbia. La Bibbia è conoscenza di Dio, di Cristo, ma è anche
conoscenza sull'uomo.
Abbiamo trovato un nonno che era allo sgomento di fronte ad un
nipotino ribelle a tutto campo, agitato. I suoi genitori l'avevano
portato da uno psicologo, ma alla fine si sono trovati di fronte
alla proposta di essere psicanalizzati loro e a questo punto non si
sono più fatti vedere. Il nonno vedendoci ha pensato che una
benedizione al bambino fosse la cosa giusta e risolutiva; ed ecco
che padre Paolo ha dato subito la benedizione al bambino, con grande
difficoltà perché in perpetuo movimento. Ma la benedizione richiesta
dal nonno, pur importante, era solo una scorciatoia che non poteva
approdare a gran che, poiché si trattava di temperamento nativo,
che, addirittura, il bambino, di circa otto anni, ammetteva: “Io
non riesco a farcela!”. Cosa fare? Ecco, ci sono degli uomini
che hanno bisogno di essere sempre sotto la campana della grazia.
Per loro bisogna pregare sempre. Il nonno è stato dunque invitato a
dire il rosario tutti i giorni per il suo enfant terrible.
Il nonno era un po' perplesso per scarsità di fede, ma ci ha provato
insieme con la moglie. Due giorni dopo il bambino era in acqua con
il salvagente e accanto il nonno con un materassino. Prodigio: il
nonno mi ha detto che il bambino era diventato più calmo. Sì, è
vero, certi temperamenti vanno tenuti incessantemente sotto la
campana della grazia.
Sintomatico di un profondo disagio giovanile è l'episodio che padre
Paolo ha avuto con un gruppo di giovani. “Prendete questo
foglietto; è un foglietto di speranza e di impegno”. “Non ci
interessa”, risponde uno di loro. “Ma hai parlato per tutti,
e tutti sono d'accordo?”. “Sì, non ci interessa!”. Padre
Paolo si è rivolto al primo giovane: “Senti, dimmi che cosa ti
interessa, così vedo anch'io di interessarmi a ciò che interessa i
giovani! Cosa ti interessa?”. Il giovane sui diciassette anni
per un attimo è rimasto smarrito, poi ha detto: “Niente mi
interessa”. Terribile: il vuoto. Nulla che determini un
interesse per il quale impegnarsi a fondo.
Ma tanti avevano interesse. Giovani universitari hanno sostato con
noi interessatissimi: volevano sapere, avevano delle domande da
fare, degli interrogativi da esprimere. Anche persone in posizione
di totale dimenticanza di Dio hanno mostrato interesse. Uno, che al
primo approccio si era dichiarato non credente, dicendo anche: “Noi
siamo degli animali”, ha avuto un cambiamento. Più volte ci
siamo incontrati. Al termine della missione, mentre padre Paolo era
seduto su di un moscone a riflettere e pregare, gli si è avvicinato
per salutarlo. Poi gli ha detto: “Il Cielo ci aiuti”. Proprio
tanto quel “Il Cielo ci aiuti” sul labbro di quella persona.
Tanti i casi di problematiche familiari.
Anche le scarpette rosse del Papa sono entrate in gioco. Una
trentenne proprio contestava a papa Ratzinger le scarpe rosse
firmate Prada. Padre Paolo non ho saputo dir niente sulle scarpette
rosse del Papa, se non che sicuramente gli sono pervenute in dono.
Poi il Papa ne indossa anche di nere, e non solo, se le fa anche
aggiustare da un calzolaio di Roma. Ma guarda un po' dove uno va a
trovare argomenti di contestazione!
Abbiamo incontrato catechisti, insegnanti di
religione, ferventi cattolici. Gente decisa a servire il Signore
andando controcorrente. Lo possiamo dire: la Chiesa è viva, produce
incontri, semina amore. |
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